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Discutendo di agricoltura e biodiversità nelle Esteriori. La serata “Sviluppo di un territorio di qualità”

Comano Terme
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COMANO TERME. “Sviluppo di un territorio di qualità: un viaggio tra agricoltura e biodiversità”: una serata ricca di spunti di riflessione quella di venerdì sera 27 agosto presso il Teatro Casa Don Bosco di Ponte Arche.

 

L'evento è stato organizzato dall'Associazione NOI Bleggio ed è inserito nell'ambito di Judicaria Plogging, il progetto socio-ambientale che da ormai tutta l'estate anima le Giudicarie Esteriori con numerose attività di sensibilizzazione della Comunità verso la salvaguardia del territorio. Un indubbio plauso all'iniziativa – a cui hanno aderito 10 associazioni locali sotto la guida di Ludovica Serafini e Mauro Benetti - che ha trattato il tema della tutela dell'ambiente a tutto tondo, dai rifiuti, agli sprechi alimentari, all'inquinamento luminoso all'agricoltura non sostenibile e la perdita di biodiversità.

 

Quattro gli ospiti sul palco per cercare di approfondire argomenti complessi: Andrea Vettori - Vice capo dell'unità DG Ambiente della Commissione Europea, Michele Buonomo - dal Direttivo di Legambiente Nazionale, Claudio Porrini – professore all'Università di Bologna, Luca Caliari – agricoltore e vignaiolo locale. A mediare con scioltezza l'incontro Linda Maria Martinello, laureata in Scienze Ambientali.

 

La presentazione si è svolta in modo fluido seguendo una scaletta chiara, da un livello macro fino a quello più locale. Vettori ha infatti introdotto la questione dell'agricoltura sostenibile in riferimento particolare agli obiettivi preposti per il 2030 con il Green Deal, il Patto Europeo per il Clima; con Buonomo si è scesi a livello nazionale con l'ultimo rapporto di Legambiente sulla biodiversità aggiornato a maggio 2021; il professore Porrini ha sottolineato invece il ruolo delle api e degli impollinatori selvatici all'interno dell'ecosistema e per la tutela della biodiversità; infine Luca Caliari ha riportato la questione al contesto di valle, con il racconto della sua esperienza personale di vignaiolo e viticoltore, arricchita da impressioni personali sul campo.

 

 

Durante la serata si è tenuto a capire cosa si intende per biologico piuttosto che biodiversità o agricoltura sostenibile. Punto saliente parlarne in riferimento alla Conca delle Esteriori.

E' emerso che non si tratta di una semplice divisione tra favorevoli al bio e non. Si tratta di essere consapevoli dei cambiamenti in corso, non ultimi quelli climatici con conseguenze economiche e politiche, con cui l'agricoltura si troverà a fare i conti e a cui si dovrà adattare. “Agricoltura e biologico giocano dalla stessa parte” - ha detto più volte Buonomo.

 

Attuare il biologico nel contesto delle Esteriori deve comunque saper stare in piedi. L'esempio pratico di Luca Caliari: “E' poco attuabile parlare di biologico a prescindere ed escludere alcune tecniche non considerando le difficoltà di zona, le bagnature solo per riportarne uno. Si adottano piuttosto azioni per ridurre al minimo l'utilizzo della difesa chimica. O ancora si stanno introducendo nuove varietà resistenti; ma anche in questo caso bisogna fare i conti con il gusto del consumatore e la vendibilità del prodotto sul mercato.”

 

Non si può infatti non considerare le caratteristiche di zona e trattare la realtà della vallata in questione come una qualsiasi altra.

Di fronte alle peculiarità di ogni singolo territorio – ha spiegato del resto Vettori – le direttive generiche europee devono trovare un'applicazione adeguata al contesto locale, attraverso strategie anche semplici ma efficaci nel lungo periodo.” E a ruota Buonomo: “Pensare globalmente, agire localmente.”

 

La realtà delle Esteriori è quella di un'agricoltura intensiva e allo stesso tempo ricchezza in biodiversità e prodotti artigianali di qualità, suo marchio e punto di forza.

Quali quindi le piccole azioni di cui si è parlato nel corso dell'accesa discussione che ha seguito la presentazione?

Il rapporto tra produttore e consumatore è stato sicuramente un punto ritenuto fondamentale. Lo sforzo non è solo del produttore che investe, e non poco, in soluzioni bio o artigianali; è anche del consumatore che sceglie di sostenere un mercato prima di un altro. Far conoscere ad esempio le aziende locali nelle scuole, dare credito al loro lavoro e alla qualità del loro prodotto, contribuisce a creare un rapporto di fiducia tra produttore e consumatore che nel lungo periodo può avere un effetto su quel mercato che tende a favorire le grandi imprese.

 

Come si è dedotto, l'approccio ad un'agricoltura sostenibile è sicuramente una questione con aspetti tecnici e difficoltà non indifferenti, ma anche culturale. E in questa logica, si può dire, rientra la stessa serata di venerdì, che ha dato modo di creare consapevolezza e aprire il sipario a diversi spunti di riflessione. Peccato forse il basso numero di agricoltori presenti, impegnati in questo periodo nella raccolta di quel prodotto che, concordi sicuramente tutti, merita di essere valorizzato al meglio.