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Nuova stalla di Pelugo: «Basta con le menzogne». La minoranza risponde all’amministrazione comunale di Pelugo

Val Rendena
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Continua a tener banco la questione del progetto di realizzazione della nuova stalla a Pelugo. Dopo l'intervento della maggioranza comunale pubblicato ieri «Agricoltura e tutela del paesaggio: no alla propaganda politica» la minoranza ha inviato un nuovo comunicato stampa che pubblichiamo integralmente.

 

BASTA CON LE MENZOGNE DELL’ATTUALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PELUGO

In primo luogo il richiamo dell’amministrazione comunale all’emergenza sanitaria e alla crisi economica per tentare di zittire l’opposizione di fronte all’ennesimo scempio del territorio, appartiene ad una ignobile retorica di volgarissimo profilo. Non bastava infatti la realizzazione di un’opera inutile e devastante per il paesaggio e l’ambiente quale quella delle opere di consolidamento a monte del centro abitato di Pelugo: in una zona storicamente a zero rischio.

La precedente amministrazione (la nostra per intenderci) aveva invece impedito che la Provincia, con sommo spreco di risorse pubbliche, collocasse impattanti barriere paramassi semplicemente evitando di stanziare i fondi comunali richiesti dalla P.A.T.. In secondo luogo è poi risibile il richiamo all’impegno che l’amministrazione comunale avrebbe profuso “nell’adozione di misure concrete per far fronte alle difficoltà esistenti”. E cosa avrà fatto mai di così impegnativo? Ha meramente ridotto a “lumicino” i servizi resi alla Comunità nonché ricordato alla medesima i divieti imposti dal governo nazionale e provinciale chiudendo il cimitero e, più realisti del re, “a scanso di equivoci”, pure l’acqua della fontanella esterna. Ma non ci esimiamo certo dal replicare all’accusa di fare propaganda politica; accusa che rispediamo subito al mittente. Anche se ci pare proprio un’enormità poter affermare che l’attuale amministrazione comunale possa fare propaganda politica stante che non sa neppure dove stia di casa la Politica: quella vera intendiamo … quella degli ideali, dei principi e valori da cui solo possono generarsi virtuosi progetti e opere buone, belle ed utili per la Comunità. Perché ci vuole Cuore e Testa che l’attuale amministrazione ha dimostrato di non possedere! D’altra parte non si comprende di cui “dovere di informazione” e soprattutto di quale “amore di verità” va cianciando l’attuale amministrazione di Pelugo? Costoro tentano solo maldestramente di effettuare un’operazione di disinformazione e di deformazione della realtà! Ma quale “amore di verità” (frase che in bocca all’attuale amministrazione stride e stona in modo assordante)?

L’amore è una vocazione … un dono … bisogna esservi portati … bisogna avere una profonda sensibilità, gentilezza e generosità d’animo … e poi occorre praticarlo … coltivarlo ogni giorno, non riempirsene la bocca come i quaquaraquà delle pagine patinate dei rotocalchi ... “l’amore” è un gioco (in senso etimologico) serio! Allo stesso modo la verità, o meglio la ricerca della Verità, percorribile solo con la consapevolezza, responsabilità e coerenza (fra pensiero, parole e opere)… è da praticarsi quotidianamente.

Gli attuali “amministratori” di Pelugo non hanno alcuna consapevolezza e responsabilità, per non parlare della coerenza: pensano una cosa, né dicono un’altra e né fanno un’altra ancora. Male certo diffuso nella nostra epoca ma occorre almeno avere la coscienza che su questo si misura la grandezza o la pochezza degli uomini (a tal proposito scomodiamo Leonardo Sciascia che nel libro “Il giorno della civetta” divideva l’umanità in Uomini, mezz’uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà).

E poi è intollerabile l’ipocrita filippica, farcita di frasi fatte (e letteralmente copiate) e luoghi comuni, dell’attuale amministrazione sull’importanza dell’agricoltura quali la sua “…valenza naturalistica consentendo di mantenere prati falciati e colture permanenti a ridotta intensità d’uso che proteggono il suolo garantendo un’elevata biodiversità in termini di flora e fauna…”; a dimostrazione dell’assenza di qualsivoglia minima capacità critica. E’ evidente a tutti l’assoluta importanza dell’agricoltura e dell’allevamento per la nostra vita e per la nostra economia ma c’è modo e modo di realizzarla: le parole che vengono spese si riferiscono all’agricoltura e all’allevamento come dovrebbero essere non come purtroppo sono! Ma quale difesa della biodiversità quando si distruggono i campi con l’eccessivo spargimento di liquami dovuto ad una sistematica sproporzione fra numero di capi di bestiame ed estensione del territorio, e si inquinano le falde e i fiumi. Ma su questo non si interroga certo l’amministrazione di Pelugo non tanto per malafade ma per severi limiti nella capacità di comprensione!

Orbene fatta questa doverosa premessa occorre rappresentare che la nostra amministrazione (quella del 2010-2015: per intenderci del sindaco Galli), ha voluto interrompere le modalità di gestione del bene pubblico che hanno caratterizzato le precedenti amministrazioni dedicandosi esclusivamente a conseguire l’interesse dell’intera Comunità escludendo gli interessi personali, familistici e clanici. Proprio a conferma della volontà precisa dell’allora amministrazione comunale, il sindaco Galli come primo atto, si è impegnato inteso devolvere l’intera sua indennità per interventi umanitari (promessa che ha integralmente mantenuto), caso più unico che raro in tutta Italia. L’amministrazione del sindaco Galli in tema di urbanistica, tutela paesaggistica ed ambientale si è distinta per tutta una serie di iniziative e progetti.

Innanzitutto con una visione organica abbiamo esaminato l’intero territorio comunale da cima a fondo (dalla cima del Carè Alto all’ultimo lembo di territorio in valle) ed approntato una variante complessiva del Piano Regolatore Generale. Per la prima volta è stato ridotto l’indice di edificabilità dei terreni residenziali onde evitare nuove speculazioni immobiliari ed indirizzare gli investimenti di questo settore verso la ristrutturazione e valorizzazione del centro storico. A parte le realizzazioni di una palestra di roccia e di un bellissimo sentiero/circuito con caratteristici ponticelli sul fiume Bedù, nonché l’ottenimento della concessione per lo sfruttamento idroelettrico, dopo quattro anni di reale impegno, di un tratto del medesimo torrente con l’affermazione del nostro progetto su quello del Comune di Spiazzo proprio in considerazione della maggior tutela del Paesaggio e dell’Ambiente che questo prevedeva (concessione per lo sfruttamento idroelettrico che, purtroppo, l’incapacità di gestire situazioni complesse dell’attuale amministrazione, è stata svenduta ad una società privata), si è proceduto all’individuazione di un parco, di un’area sportiva e con il quarantennale della fondazione della Pro-loco ad una sistemazione del Parco Masere con la costruzione di una struttura in sostituzione di quelle vetuste e precarie sino ad allora utilizzate per le feste campestri.

Rivendichiamo in tutto e per tutto quanto oggetto della variante di assestamento al P.R.G. certi di averlo fatto anche al fine di tutelare il paesaggio e l’ambiente e nel contempo valorizzando le peculiarità turistiche di Pelugo (quelle cosiddette “nicchie di eccellenza” di cui tanto si è parlato nei piani di sviluppo). Contrariamente agli sproloqui dell’attuale amministrazione quella interessata dalla variante 7 non era un’area agricola di pregio, ma al di là del dato formale, occorre precisare che:

1)l’inserimento di un campo da calcio era stato pensato e voluto (per poter essere oltre al servizio della Comunità anche servizio di un auspicata ristrutturazione e valorizzazione dell’unica struttura alberghiera esistente a Pelugo peraltro chiusa che avrebbe potuto ospitare ritiri di società calcistiche), appositamente per rispettare il paesaggio e l’ambiente senza alcuna infrastruttura (niente spalti, niente muretti e reti di recinzione): solo un prato a livello inserito perfettamente nel contesto naturale (stato dei luoghi quindi che poteva, qualora interessato dall’opera, essere facilmente ripristinato);

2) l’inserimento dell’avio superficie (a parte il nome altisonante), utile ad un’eventuale riqualificazione e ristrutturazione dell’unico albergo esistente (sfruttamento di una nicchia di mercato turistico a cui nessuno aveva mai pensato prima) risultava totalmente compatibile con l’ambiente atteso che si sostanziava nel semplice mantenimento del prato naturale (dunque non avrebbe avuto necessità cambiando la destinazione di alcun ripristino ed in alcun modo poteva impedire l’attività di sfalcio anzi la richiedeva) perché gli “ultraleggeri di montagna” atterrano volendo anche sui greti dei fiumi: l’unica e sola eventuale “struttura” si limitava alla previsione di un palo con una manica a vento; tant’è che il Servizio agricoltura della P.A.T., contrariamente a quanto affermato, infondatamente, dall’attuale amministrazione, la riteneva compatibile con l’area agricola; in realtà era una previsione che indipendentemente dalla sua realizzazione “blindava” il territorio conservandolo così come è sempre stato, atteso che vi era già sentore di una “pressione/aggressione” edificatoria;

3) la realizzazione al Parco Masere di una struttura per attività collettive (poi destinata dall’attuale amministrazione a esercizio commerciale bar-ristorante a gestione privata nonostante la struttura avesse ottenuto l’esenzione IVA quale opera destinata ad attività pubbliche collettive) era determinata dalla necessità di sostituire quelle vetuste e precarie sino ad allora utilizzate dalla ProLoco per le feste campestri; altresì ispirata al miglior inserimento paesaggistico (in una zona in prossimità del torrente Bedù abbandonata ai rovi ed agli arbusti) con una struttura che richiamava la tipologia delle stalle tradizionale, certo logicamente dimensionata e funzionale tant’è che l’attuale amministrazione incapace di qualsivoglia altro progetto (nulla ha infatti realizzato di nuovo a Pelugo), ma solo di “paciugare” le nostre realizzazioni allo scopo di mortificarle o tutt’al più nel tentativo di farle proprie, ha chiuso lo “sfondamento” del volume, previsto al centro (così da creare un pieno/vuoto/pieno), proprio al fine di alleggerire la struttura e consentirle una grande e passante apertura centrale, per la necessità di ulteriore spazio da dedicare alla ristorazione;

4) la soluzione alternativa di un allevamento zootecnico a sud dell’attuale stalla (verso Vigo Rendena) era certo un’opzione meno impattante in relazione al contesto naturale dei luoghi e comunque anche tale opzione sarebbe stata condizionata alla necessaria demolizione della vecchia struttura; non ha poi alcun pregio l’osservazione relativa alla circostanza che i terreni a sud non fossero tuti dell’Azienda Agricola Scarazzini atteso che non lo erano neppure quelli posti a nord prima della scellerata decisione dell’attuale amministrazione di vendere alla medesima azienda proprio quei fondi che la precedente amministrazione (la nostra) aveva strategicamente acquistato. Peraltro tutto quanto sopra esposto, a conferma dell’assoluta trasparenza dell’amministrazione precedente con sindaco Galli, è stato più volte presentato e rappresentato all’intera Comunità di Pelugo spiegando e precisando esattamente la filosofia della nuova pianificazione urbanistica e i contenuto dei singoli progetti. Di goffo dunque vi è solo il vano tentativo dell’attuale amministrazione di Pelugo di coprire i propri misfatti urbanistici ed ambientali e non solo: stante la loro scellerata impostazione amministrativa di contrapposizione amici/nemici (del tipo: quelli che sono con noi sono amici -e li accontentiamo altrimenti sono nemici -e li contrastiamo-: e così per gli amici le norme si interpretano e per i nemici si applicano) ha determinato la fine della Pro Loco. Infatti a Pelugo, per esclusiva responsabilità dell’attuale amministrazione comunale, non esiste più la Pro Loco! Infine, occorre ribadire per l’ennesima volta per chi è duro di comprendonio, che non vi è nulla nella nostra iniziativa (ispirata unicamente dalla protezione del paesaggio e dell’ambiente) che voglia e possa contrastare con la possibilità della Azienda Agricola Scarazzini di poter riqualificare e ristrutturare la propria azienda.

Semplicemente sosteniamo che lo scopo del privato può essere tranquillamente raggiunto con la ricostruzione ex novo (dotata di tutte le moderne metodologie e tecnologie e degli spazi necessari per la stabulazione libera del bestiame) del vecchio allevamento zootecnico. E questo è possibile perché vi è l’assoluta disponibilità del comproprietario Scarazzini Marcello di cedere ad un prezzo periziato ed equo la propria quota di immobile. Soluzione alternativa ai sensi dell’articolo 38 delle norme di attuazione del P.U.P. che salvaguarderebbe il paesaggio e l’ambiente senza “consumo” di ulteriore territorio pregiato e nel contempo garantirebbe la prosecuzione dell’attività produttiva dell’allevatore e della sua famiglia. Pertanto gli unici che debbono considerarsi per nulla credibili sono i membri dell’attuale amministrazione comunale che peraltro non sanno proprio cosa sia il rispetto!

I consiglieri di minoranza