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Stalla di Pelugo, l'amministrazione risponde: «Agricoltura e tutela del paesaggio: no alla propaganda politica»

Val Rendena
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Dopo l'articolo della minoranza del comune di Pelugo «La nuova stalla, un irrimediabile deturpamento del paesaggio. Si ristrutturi o si ricostruisca quella esistente» del 16 aprile scorso, e il seguente intervento di Marcello Scarazzini, fratello di Luca Scarazzini, l'agricoltore che sta portando avanti il progetto della nuova stalla, «Ho dato la disponibilità a mio fratello a vendergli la mia quota. Non c'è ragione di andare in deroga, ristrutturi o ricostruisca quella» e l'ultimo comunicato della minoranza del comune di Pelugo «Perché diciamo no ad un altro allevamento zootecnico di tipo industriale» anche la maggioranza del Comune di Pelugo ha ritenuto opportuno intervenire sulla vicenda attraverso un comunicato stampa che pubblichiamo integralmente qui sotto.

 

 

Agricoltura e tutela del paesaggio: no alla propaganda politica»

In questo momento di emergenza sanitaria e di profonda incertezza economica che vede le Amministrazioni comunali impegnate nell’adozione di misure concrete per far fronte alle difficoltà esistenti, rattrista constatare la volontà di alcuni Consiglieri di farsi paladini - anche se poco credibili - di valori legati alla tutela dell’ambiente e del paesaggio unicamente per fini elettorali. Il riferimento va naturalmente alle recenti comunicazioni della Minoranza del Comune di Pelugo in merito alla richiesta di deroga presentata da un’azienda agricola operante da generazioni sul nostro territorio. Pertanto, per dovere di informazione e per amore di verità, l’Amministrazione comunale ritiene opportuno puntualizzare ed evidenziare alcuni importanti aspetti.

Fermo restando che l’esercizio della deroga urbanistica rientra nelle facoltà di una Amministrazione, consentendo una diversa utilizzazione del territorio per far fronte ad esigenze emergenti, è importante sottolineare come la stessa sia altresì uno strumento da utilizzarsi con la dovuta attenzione. E questo è quanto ha fatto l’Amministrazione comunale di Pelugo, al solo fine di contribuire alla risoluzione di una situazione di necessità esistente da tempo e nota anche a livello provinciale. Una questione che deve essere sottratta alla voce urlante della propaganda politica per essere invece ricondotta al delicato rapporto esistente tra la salvaguardia del territorio e la prosecuzione di una realtà aziendale da sempre impegnata nella cura e nella tutela dello stesso.

Il progetto è noto ai più, ma forse non nei termini corretti; si tratta di un intervento di riqualificazione e ristrutturazione funzionale di un’azienda agricola a carattere zootecnico presentato da un imprenditore locale che desidera sviluppare la propria attività, risolvendone in primis le criticità, per consentire ai propri figli di lavorare all’interno dell’azienda di famiglia. Prevede la realizzazione di una nuova stalla da affiancare, a nord, all’edificio esistente ormai del tutto inadeguato rispetto alle moderne metodologie di allevamento con stabulazione libera del bestiame a causa della scarsità di spazi, illuminazione ed areazione che va a discapito del benessere animale. Una scelta dettata dalla volontà di mantenere un unico polo zootecnico e solo in parte condizionata dal fatto di non disporre dell’intero immobile già presente, che promuove un utilizzo razionale degli spazi anche attraverso la riqualificazione del vecchio edificio.

Un progetto più volte rivisto e condiviso al fine di limitare il più possibile l’occupazione di area soggetta a deroga, attraverso ripetuti e responsabili confronti tra le parti nel segno della massima trasparenza, che ha ottenuto per ben tre volte l’autorizzazione della Sottocommissione provinciale per l’urbanistica e il paesaggio (giugno e dicembre 2018, dicembre 2019), consapevole dell’obsolescenza della struttura in quanto verificata sul posto, nonché dell’urgenza di una nuova stalla, almeno per le vacche da latte; a cui si aggiunge il parere favorevole alla deroga espresso dalla Commissione Edilizia Comunale di ambito in data 3 settembre 2019. Valutazioni compiacenti, irresponsabili e incompetenti, a detta dei Consiglieri di Minoranza.

Una nuova stalla inserita in un’area agricola di pregio di circa 8 ettari, che va ad incidere sulla stessa per una percentuale pari al 2.6% e per uno 0,8% sulla totalità delle aree di pregio comunali, la cui superficie ricade comunque per metà in una zona che lo stesso PRG ha individuato come specificatamente destinata all’insediamento di strutture agricole.

Consapevole del grande valore che assume il territorio e dell’importanza di promuoverne uno sviluppo sostenibile attraverso un utilizzo responsabile delle sue risorse, ma convinta che lo stesso debba essere “pensato” e “gestito” in un’ottica di sistema attraverso una pianificazione che sia in grado di cogliere in modo unitario e coerente tutte le varie componenti in esso presenti, l’Amministrazione comunale, credendo nel rapporto complementare tra agricoltura e turismo, ha ritenuto di valutare positivamente la richiesta presentata. È bene infatti ricordare che l'agricoltura rappresenta una forma sostenibile di utilizzo delle risorse locali e che, oltre ad avere un’importante valenza naturalistica consentendo di mantenere prati falciati e colture permanenti a ridotta intensità d'uso che proteggono il suolo garantendo un’elevata biodiversità in termini di flora e di fauna, genera un paesaggio di qualità specialmente nei nostri fondovalle contrastando l'alternativa "naturale" del bosco chiuso, promuove l’economia e l’occupazione per le aziende che la praticano e per quelle della filiera alimentare susseguente e, non da ultimo, ha una valenza turistica in quanto restituisce un paesaggio tradizionale tipicamente alpino e prodotti locali ad alto valore qualitativo (latte, formaggi, ecc.), espressione del forte legame con il territorio.

Se la presa di posizione da parte dei Consiglieri di Minoranza, oltremodo tardiva, non la si colloca unicamente nel gioco politico delle parti, la questione prende una piega singolare per non dire goffa. Forse dimenticano che in sede di adozione della deroga lo scorso settembre 2019 gli stessi hanno pubblicamente dichiarato in Consiglio che non erano contrari alla realizzazione della nuova stalla ma che l’avrebbero voluta traslata a sud di quella esistente, ugualmente ricadente in area agricola di pregio del Comune di Pelugo e con l’aggravante di “imporre” all’azienda l’acquisto dei necessari terreni.

 

Ma, forse, hanno anche rimosso quanto accaduto in occasione della variante di assestamento al PRG nel 2014 che li vedeva coinvolti in qualità di Sindaco, Vicesindaco e Assessori, in barba ai principi ambientalisti e di sostenibilità che animano le loro dichiarazioni e azioni in questi giorni. Il riferimento è alla variante n. 7 con la quale è stata trasformata un’ampia area agricola di pregio in area a verde attrezzato sportivo, nella piana a sud dell’abitato di Pelugo, con la previsione di inserirvi tutta una serie di dotazioni e impianti sportivi, tra cui un campo da calcio da undici e un’area destinata ad avio superficie per velivoli ultraleggeri, progetti assolutamente strategici e in linea con la creazione di un paesaggio di qualità. Un’area che inizialmente arrivava a ridosso della stalla esistente, poi ridotta in parte solo per il parere fortemente negativo espresso dai competenti servizi provinciali durante l’iter di approvazione, i quali ne evidenziavano l’incompatibilità con l’attività zootecnica esistente, sottolineando come la stessa ne sarebbe stata danneggiata sia per la consistente sottrazione di suolo coltivato, sia per la limitazione delle legittime opportunità di sviluppo stante l’impossibilità di procedere alla realizzazione della nuova struttura di allevamento riconosciuta dagli stessi servizi come necessaria.

Una porzione di area riportata quindi ad agricola di pregio, inserendo però in norma la possibilità di interventi sportivi non invasivi permanentemente tra cui l’area decollo e atterraggio di velivoli ultraleggeri e vietando sulla stessa qualsiasi tipo di edificazione (con tanto di punto esclamativo!), nonostante la disciplina delle aree agricole di pregio sia in via prioritaria finalizzata alla tutela del territorio agricolo e all’insediamento delle relative attività legittimamente esistenti.

Visioni che stridono un po’ con la tanto ostentata sensibilità ambientale e con l’attenzione al consumo di suolo, a cui gli stessi Consiglieri si sono ispirati anche quando hanno progettato l’impattante struttura realizzata al parco Masere, priva di ogni logica dimensionale e funzionale. Documenti, tutti, disponibili presso gli uffici comunali quali atti pubblici.

Non potendo un’Amministrazione entrare nel merito di delicate questioni familiari, né tantomeno imporre la demolizione di strutture che appartengono a terzi proprietari, resta comunque l’auspicio che tutti gli spazi esistenti possano un domani essere utilizzati a beneficio dell’agricoltura e della sua importante valenza multifunzionale. E la speranza che i Signori Consiglieri di Minoranza inizino ad avere un po’ di rispetto per questo imprenditore e per la sua famiglia.

L’Amministrazione Comunale di Pelugo