14
Fri, Aug

M49 è tornato nelle zone tra Roncone, Tione e la Val di Breguzzo. Su di lui pende un'ordinanza di rimozione ma continuano le sue scorribande

Busa di Tione
Typography

«Avvistato M49 nelle zone della Busa di Tione e i sovrastanti monti tra la val di san Valentino e val di Breguzzo». Questa la conferma dalla Pat del ritorno dell'orso più temuto dagli allevatori che ha tenuto impegnati i forestali trentini per un anno intero. 

Negli ultimi giorni è stato possibile ricostruire con un buon grado di probabilità gli spostamenti dell’orso M49 successivi alle segnalazioni sul Carega risalenti al periodo di Pasqua. Ciò in base alle segnalazioni che si sono susseguite e che, per le caratteristiche delle stesse (nuove intrusioni in case, rifugi, stabili) ed il loro concatenamento, sono riferibili con ogni probabilità a quell’orso.

La settimana dopo Pasqua M49 si sarebbe dunque spostato attraverso i monti Lessini verso ovest giungendo sulla valle dell’Adige ed attraversandola. Poi si è diretto verso il lago di Garda, dove è stato visto presso Cassone di Malcesine (VR).

Da lì in una decina di giorni si è mosso verso nord e poi ancora ovest; sono infatti riferibili allo stesso esemplare gli avvistamenti (ed intrusioni) registrati nella zona di Nago, del monte Stivo e, dopo aver attraversato anche la valle dei Laghi, Stenico, la val Algone ed infine la busa di Tione ed i sovrastanti monti tra la val di S.Valentino e la val di Breguzzo dove è stato segnalato in questi ultimi giorni.

Dunque questo ultimo significativo spostamento avrebbe portato l’orso nell’area dove gravitava sino all’estate scorsa, dimostrando oltre che una forte capacità di spostamento (nota in generale nell’orso), anche la capacità di ritrovare determinate zone pur in un ambiente sconosciuto e complesso, sia dal punto di vista orografico che in termini di barriere ecologiche.

Ora è possibile che l’animale rallenti gli spostamenti e frequenti con più assiduità la zona a lui nota.

Pochi giorni fa avevamo dato notizia della sua visita a Malga Lodranega e sopra i monti di Roncone dove aveva sbranato un asino.

Le attività di cattura dell’orso in applicazione dell’ordinanza di rimozione, mai sospese pur risultando assai difficili su di un animale in costante e rapido spostamento, sono ora concentrate in tale area.