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Thu, Oct

EuroCrippa: Yeman bronzo nel cross agli Europei di Lisbona

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«Non mi accontento mai, ma per come si era messa la gara va benissimo il bronzo i primi due correvano più ‘facili’ di me, e verso la fine stavano rientrando da dietro lo svizzero Wanders e il britannico Butchart. Devo dire la verità, oggi ho sofferto come un animale, soprattutto negli ultimi due giri, e ho tenuto duro perché la maglia della Nazionale va rappresentata come si deve. Ho dato tutto, ho aspettato la discesa finale per consumare le ultime energie e prendermi questa medaglia». A parlare è Yeman Crippa con al collo la medaglia di bronzo appena conquistata agli Europei di cross sui prati di Lisbona. Al termine dei 10,225 km di saliscendi sul percorso del Parque da Bela Vista il 23enne trentino delle Fiamme Oro - con il tempo di 30:21 - è sul podio alle spalle dello svedese Robel Fsiha (29:59) e del turco Aras Kaya (30:10). A poco più di due mesi dal primato italiano dei 10.000 metri e l'ottavo posto ai Mondiali di Doha, Crippa sale per la prima volta sul podio individuale degli EuroCross nella categoria assoluta, dopo aver trionfato due volte da junior (2014-2015) e aver vinto due bronzi nel 2016 e 2017 da under 23. Nel primo giro, a dettare l’andatura è Wanders insieme al duo di turchi Aras e Ali Kaya, con l’azzurro in pieno controllo. Che non sia la giornata del campione in carica Filip Ingebrigtsen lo si intuisce subito, nascosto e lontano dai leader. Crippa galoppa con apparente facilità sulle ripide discese e le impegnative salite del percorso, e da metà gara l’affare medaglie si restringe a pochi pretendenti: risale lo svedese di origine eritrea Fsiha, che quest’anno si era fatto notare per essere stato il migliore degli europei ai Mondiali di cross di Aarhus, e inizia la lotta a tre con Crippa e il turco Aras Kaya, alla ricerca di un nuovo successo dopo il 2016. Nel momento della verità, Crippa fatica ma tiene duro e chi ne ha di più è proprio il 23enne Fsiha, che saluta Kaya e si lancia verso il traguardo in solitaria.

 

«Finalmente la stagione 2019 è finita, ora si comincia a pensare a Tokyo - conclude il fuoriclasse Trentino -  è stato un anno vincente perché con il mio allenatore Massimo Pegoretti siamo stati in grado di pianificare gli obiettivi, e sappiamo sempre farci trovare pronti all’appuntamento. Penso sia una cosa normale, che dovrebbe fare qualsiasi atleta: non sono un Crippa straordinario ma un Crippa che arriva nel posto giusto, al momento giusto. Nel 2020 mi auguro di continuare a migliorare, io ci credo, e spero facciano altrettanto tutti coloro che mi stanno intorno».